You Don't Know How It Feels…To Be Me

Nuntereggae Più: Tom Waits

Mi sembra strano iniziare questa nuova rubrica con Tom Waits e soprattutto mi sembra strano proprio scriverlo questo post, però è da un po’ che Tom Waits non lo reggo più.

Qualche anno fa, passando dal reparto Cd usati del mio negozio abituale, ho comprato “Bone Machine“. Lo avevo già in cassetta duplicata, ma era già da un po’ che volevo averlo in CD, visto che ormai i mangianastri sono scomparsi e le cassette non si possono ascoltare con il Pc. L’ho preso però soprattutto perché lo reputo tuttora un disco imperdibile.

E’ stata però l’ultima volta che l’acquisto di un suo CD mi ha dato soddisfazione, perché più andavo avanti e più facevo fatica ad ascoltarlo, perché, se “Mule Variation” (comprato prima) è un capolavoro leggermente inferiore al suddetto, tutto il resto è noia.
Lasciando perdere le opere tratte da lavori teatrali che sono only for fans, “Real Gone” non è pessimo ma di difficile ascolto; cioè non è che la musica per essere semplice debba suonare come i Green Day, però mi trovo d’accordo con la descrizione di “Real Gone” fatta, all’interno della recensione dell’ultimo disco, dal sito Rootshighway, dove è definito un album in buona parte esagerato e scentrato.
“Orphans” invece è troppo, troppo in tutti i sensi, mi sovrasta, non sono mai riuscito a prenderci le misure ed è l’ultimo che ho comprato in assoluto. Concludendo: il live ho considerato di procurarmelo giusto per un secondo e “Bad As Me” rischia di finire direttamente nella mia rubrica “Me lo perdo volientieri”.

Oltre, come detto, ad apprezzare poco la sua produzione recente, è scattata anche una sorta di fastidio nei suoi confronti. Fastidio, come è scritto nella recensione citata sopra, perché ormai anche ogni sua scoreggia è considerata un capolavoro a prescindere, prima ancora che sia pubblicata. Fastidio per averlo visto cantare una canzone nel film di Benigni (visto, suvvia so che c’era e mi sono guardato lo spezzone su Youtube, figurati se spendo dei soldi per vedere “La Tigre e la Neve“). Fastidio perché l’ultima volta che è venuto in Italia, ha fatto un’unica data agli Arcimboldi, con biglietti da 100 euro in su.

Qualcuno potrebbe obbiettare: che te ne frega, però, per me, la musica non è solo “accendo la radio che mi fa da sottofondo”. Quello che ascolto lo devo sentire un po’ mio, mi deve rappresentare e l’artista mi deve essere almeno simpatico e ormai è un bel po’ che con Tom Waits non succede più niente di tutto ciò.

Forse per ritornare ad apprezzarlo di nuovo, dovrei riascoltare la canzone “Whistlin’ Past the Graveyard” in cassetta, come era successo quando me la fece sentire un amico con il walkman, quando quello strano cantante roco, che immaginavo fosse un tipo molto grasso di colore, mi conquistò subito.

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5 risposte a “Nuntereggae Più: Tom Waits

  1. E non solo costavano dai 100 in su, Tom Waits appartiene all’etichetta ANTI, che una volta avevo letto che si proponeva di fare arrivare la musica a tutti compresi quelli che non se la potevano permettere o qualcosa del genere, sono andato a vedere sul sito se ritrovavo quella frase ma non ce n’è più traccia, può anche darsi che me la sia immaginata, come questo commento del resto, e anche il tuo blog e addirittura te, siete tutti parti della mia fantasia, e adesso verrà l’infermiera a cambiarmi, basta pazientare ancora un momento.

    Intanto che aspetto ti dico cosa ne penso di uno dei miei artisti preferiti:

    che l’ultimo disco non l’ho neanche scaricato illegalmente perché già quello prima non è che fosse in cima alle mie classifiche di ascolto;
    che normalmente Tom Waits è uno che va a periodi, lo metto su, lo ascolto per giorni senza smettere, lo tolgo, lo dimentico per sei mesi, lo rimetto su e ricomincio da capo;
    che i suoi dischi non li conosco come dischi, ma più come singole canzoni, nel senso che generalmente faccio ascolto casuale fra tutta la cartella dei suoi album e quindi non ho ben chiaro a quale disco appartenga questa o quell’altra canzone. Mi piace molto Bone Machine, Alice, The Black Rider, già su Mule Variations i bordi si fanno più sfumati e non so più quali canzoni appartengano a quel disco e quali a Swordfishtrombons o Rain Dogs;
    che, come Capossela, mi piace molto di più la sua produzione recente rispetto ai dischi da crooner;
    che lo stimavo tantissimo come artista e di conseguenza come uomo, forte della convinzione espressa anche da te in questa pagina che mi sto inventando in questo momento, che ” quello che ascolto lo devo sentire un po’ mio, mi deve rappresentare e l’artista mi deve essere almeno simpatico”, ma che dopo aver visto quanto costavano i biglietti per il suo concerto ho cominciato a vederlo più come un grosso testicolo imbottito di alcool e banconote da 100 dollari, che ogni tanto esce di casa e sputazza dentro un microfono o fa le boccacce dietro una telecamera in cambio di altra imbottitura analoga.
    E’ anche vero che nel frattempo ho smesso di venerare i musicisti come se fossero dei padreterni, è una delle tappe obbligate della crescita, pare, e adesso la voce che esce dalle casse quando metto su il suo disco è qualcosa che non appartiene più a quel bizzarro organismo di cui sopra, ma a me e a me soltanto, e se non comprerò più un altro suo disco o non lo vedrò mai in concerto, beh, lo sai cosa? Credo che sopravviverò benissimo al colpo.
    Tanto neanche Tom Waits lo sa cosa ho provato cantando Coney Island Baby davanti alla spiaggia di New York, o mettendo Such A Scream nella cassetta di quella ragazza che mi piaceva, ad un certo punto l’arte si sgancia dall’artista e diventa proprietà esclusiva di chi la riceve, e tutto quello che resta a monte di quel momento non può fare altro che prenderne atto e sparire.

  2. davvero non capisco come possa piacere un’ artista come Tom Waits. E’ uno dei compositori più sopravvalutati che esistano a mio parere. Sarà che io capisco poco l’inglese ma con le sue canzoni è IMPOSSIBILE capire cosa sta dicendo in quel momento, a cosa si riferisce…c’è solo questo borbottio continuo che non sembrano neppure parole. E’ che sti cazzo di americani hanno un piattume nelle loro produzioni musicali che osannano chiunque fa qualcosa di diverso (e c’è da prenderne atto lui lo fa davvero qualcosa di diverso) che non riescono più a distinguere chi è davvero meritevole di lodi. Beh, insomma spero si sia capito che Tom Waits non mi piace eh?!

  3. @grugef: la ANTI- è una consociata della Epitaph, casa discografica nata con i Bad Religion e il punk alternativo, quindi è molto probabile che tu abbia letto quella frase.
    A differenza tua i primi album a me piacevano molto e se anche io avevo i periodi lunghi in cui non ascoltavo Tom Waits, nei periodi in cui lo ascoltavo c’erano i momenti in cui preferivo la vecchia produzione, perché a me piace molto il blues e quelli in cui preferivo il suo lato più sperimentale, diciamo fino a “Mule Variation”.
    Io riesco a differenziare tra i CD perché fino a qualche anno fa era tra i pochi artisti (non più di 3 o 4) che compravo sempre a prescindere.
    Ora penso che anche io non prenderò più i suoi CD nuovi, ma se trovo “Blue Valentine” o “Foreign Affairs” a meno di 5 euro un pensierino ce lo faccio.

    @subcomarzia: essendo io un mangiapatate/mangiafagioli(cit.) dissento totalmente sul fatto che la produzione USA sia così piatta, lasciando perdere la musica mainstream, da li sono sempre usciti una marea di generi e di stili, anche perché per un artista è molto più facile emergere se si ha qualcosa da dire, a differenza dell’Italia, dove ci sono rimasti solo Amici e X-Factor.

    Tom Waits secondo me ha più successo in Europa che in patria, perché è adorato dagli intellettualodi come me, perché effettivamente ha uno stile molto originale. Però quando si finisce in quella categoria il rischio di essere sopravvalutati a prescindere è reale.
    Riguardo ai testi se anche capissi le parole, il suo inglese è piuttosto gergale e non è semplice interpretarlo, te lo dico perché ho dei libri con i testi tradotti non perché li capisca a orecchio, però testi certi sono molto poetici e coinvolgenti.
    Sul fatto che possa più o meno piacere , li sono gusti: io quando sento Vasco cambio canale radio e non è per partito preso perché Venditti come personaggio mi sta più antipatico, ma la sua musica mi infastidisce meno. Io per esempio non sopporto la musica dei Modà, mi infastidisce proprio, ma a quanto pare sono in minoranza.

    • Anche Woody Allen ha subito un po’ lo stesso destino: idolatrato in Europa (da un certo tipo di cultori del cinema, almeno), sbeffeggiato in America, soprattutto negli ultimi anni, nonché giudicato per il legame semi-incestuoso con Soon Yi o come si chiama.

      Per il resto, TW non lo conosco tantissimo, quindi mi astengo da altri commenti.
      Anzi, no: aggiungo solo che è assurdo tenere dei prezzi così alti per i biglietti dei concerti (vedi anche: quei santoni degli U2, o, per dirne un’altra, l’Heiniken Jammin’ Festival di quest’anno che fa pagare un sovrapprezzo per i biglietti in zona pit. Ma quando mai???)

  4. L’esempio di Woody Allen è molto calzante, anche sul fatto che ogni sua opera sia considerata un capolavoro a prescindere, quando invece, per me, un film come “Sogni e delitti” è una cagata pazzesca (cit.)

    Riguardo ai prezzi, nello stesso periodo di Tom Waits, anche Neil Young si era esibito agli Arcimboldi, con gli stessi prezzi assurdi, quindi non è solo colpa degli artisti, però volendo poi dopo avrebbero potuto fare altre date, in altri posti, con bliglietti più popolari, se proprio tenevano a noi fan morti di fame.

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