You Don't Know How It Feels…To Be Me

Fissa il PostoFisso

Si parla molto in questi giorni di Posto Fisso, per intendere un lavoro a tempo indeterminato in un’azienda che quasi sicuramente non voglia o non possa licenziare i propri dipendenti. Monti dice che è noioso, il PD ribatte che è da difendere con le unghie e con i denti e la rete si scatena con insulti più o meno velati al presidente del consiglio, con argomentazioni sul fatto che il Posto Fisso sia l’unica certezza per una vita diginitosa.

Tutto corretto però io, che da studente sulla questione avevo un’opinione leggermente più a sinistra del PCI di Natta, ora non trovo così campate in aria le parole di Monti.
Ricordo che un amica (ex?)blogger, che lavorava in Inghilterra, mi diceva che dopo la deregulation Thatcheriana, il licenziamento era facilissimo, però, almeno nel suo campo, era anche facilissimo trovare lavoro, quindi non avere un posto fisso non era così importante. Questo è vero finché l’economia va bene, perché nelle lunghe fasi di recessione sono in molti a rimanere a piedi.

La situazione italiana invece è talmente bloccata da mostrare l’altra faccia della medaglia del Posto Fisso, ovvero che chi quel posto fisso ce l’ha, se lo tiene stretto anche se gli fa schifo o se la sua mansione è diventata appunto noiosa.
Chi lavora in aziende con più di 100 dipendenti è riluttante a passare in aziende più piccole che ne hanno 10/15, anche se magari nell’azienda piccola avrebbe la possibilità di lavorare su cose molto più interessanti e stimolanti, e magari trovare il lavoro della sua vita. Per non parlare di chi lavora nelle mega-ditte di fantozziana memoria, dove avendo praticamente un lavoro parastatale, con buona contrattazione di secondo livello e con tutti gli annessi e connessi, accetta di fare (svogliatamente) lavori più noiosi di quello di Homer Simpson, facendo le tacche sulla scrivania per contare il tempo che manca alla pensione.

Fermo restando che ognuno deve pagare il mutuo e mantenere la famiglia, in certi ambiti lavorativi forse avendo un sistema diverso di tutela dei lavoratori, come per esempio come nel sistema danese, il lavoratore potrebbe essere più intraprendente e le aziende potrebbero essere un po’ più dinamiche anche nelle assunzioni, con un vantaggio per entrambe le parti.

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3 risposte a “Fissa il PostoFisso

  1. non conosco il sistema danese, ma mi trovo d’accordo con tutto ciò che hai scritto. a mio avviso monti ha sbagliato il tono della frase. avrebbe dovuto dire un qualcosa che suonasse come “il posto fisso può essere noioso, stiamo lavorando affinché in italia ci possa essere un mercato del lavoro che consenta di cambiare posizione quando si vuole”. anche perché ora siamo più o meno tutti sempre nella stessa posizione, ma siccome sono un signore non ti dirò quale, ma solo che coinvolge un angolo.

    quella mezza frase, come l’ha detta lui, sapendo com’è la situazione reale del paese, suona un po’ come una presa in giro. e i media (ma anche internet) ci vanno a nozze con appigli del genere.

  2. In Danimarca hanno un sistema che si chiama flexsecurity, le aziende posso assumere e licenziare senza nessun vincolo e lo stato interviene sostenendo solo chi rimane senza lavoro. Il sistema funziona molto bene quando c’è una congiuntura positiva e l’economia è in espansione, mostra un po’ la corda quando c’è una fase lunga di recessione, come in questo periodo.

    In Italia le controindicazioni sarebbero due: la prima è che è applicabile in paesi che non hanno un debito pubblico così mostruoso e la seconda è che se i disoccpati prendessero uno stipendio statale simile a quello di un metalmeccanico, in Italia chi lavorerebbe più! Sarebbero tutti disoccupati felici. ;-)

  3. Come al solito il problema viene visto solo dal lato che fa più comodo, con tutto ciò che ne consegue. Sulla questione non ho altro da aggiungere, salvo che anni fa in Francia esisteva un sistema di sostegno ai disoccupati che permetteva davvero di non lavorare, tanto che uno ci scrisse un libro in cui raccontava della sua vita a spese dello stato.

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