You Don't Know How It Feels…To Be Me

Nelle Terre Estreme

Spoiler: in questo post racconto la storia contenuta in questo libro e nel film da esso tratto, intitolato Into The Wild.

Avevo già parlato del film Into The Wild, secondo me uno dei più belli dell’attuale stagione cinematografica, che tratta della storia di Chris McCandless, ragazzo di cinque anni più vecchio di me, che abbandonando tutto iniziò una nuova vita da nomade. Ho trovato la storia molto interessante, ma è la lettura del libro (riedito da Corbaccio, in occasione dell’uscita del film) che se non mi sta cambiando la vita, mi segnerà sicuramente, visto che ci penso spesso anche in altri momenti della giornata.

Questo libro, oltre ad essere ovviamente più completo del film, approfondisce anche la storia dei personaggi di contorno e dei membri della famiglia del ragazzo, tutti intervistati successivamente dall’autore.
Nel libro poi sono presenti, quando possibile, le date delle varie tappe dell’odissea, lunga due anni, del protagonista lungo gli Stati Uniti ed è questo uno degli aspetti che più mi coinvolge nella narrazione e mi fa sentire ancora più vicina la sua vicenda umana.
Chris infatti inizia il suo vagabondaggio nella primavera del 1990, dopo aver conseguito la laurea e arriva in Alaska circa due anni più tardi, quando, dopo un passaggio in auto, saluta l’ultima persona che lo ha visto in vita.
Io ho un ricordo molto vivo di quel periodo della mia vita, visto che è stato un passaggio importante della mia adolescenza, quindi a differenza degli anni precedenti, che si sono sviluppati in maniera abbastanza monotona, di quel periodo, se non mi ricordo cosa mi è successo giorno per giorno, potrei ricordarmi con buona precisione cosa ho fatto mese per mese. Capita quindi che questo parallelo, tra la mia vita e le sue vicende, durante la lettura, occupi spesso i miei pensieri.

Ma è la parte finale della sua vita che in assoluto mi fa riflettere, perchè ha l’ultimo contatto umano martedì 28 aprile 1992, quando un conoscitore della zona lo lascia fin dove il suo pick-up riesce ad arrivare, visto che in quella stagione in Alaska c’è ancora parecchia neve.
Una prima riflessione per esempio è: cosa avrò fatto io quel giorno? Che pensieri mi saranno passati per la testa? Era senz’altro una normale giornata a scuola, nell’ultimo anno delle superiori, quando l’esame di maturità si avvicinava a grandi passi. Oppure altre domande del tipo: cosa stava facendo lui, da solo in mezzo a quella natura bella ma ostile, mentre io facevo l’esame o mentre mi godevo i primi bagni di quell’estate, per me iniziata tardi?

Infine quell’estate feci una vacanza a Los Angeles tra il 14 agosto e il 4 settembre, ovvero circa nel periodo in cui è stato stimato sia avvenuta la sua morte. So benissimo che tra il sud della California e l’Alaska ci sono più di 5000 km, quindi non ero proprio dietro l’angolo, ma comunque il fatto di essere nella stessa nazione, insieme al fatto che essendo stata una vacanza particolare anche in questo caso ricordo perfettamente tutti i singoli giorni di quel periodo, mi fa sentire una vicinanza ancora maggiore alla sua vicenda. Fossi rimasto ancora un po’, magari avrei letto sue notizie sui quotidiani, nelle pagine della cronaca nazionale, come oggi potrei leggere un trafiletto su di un quotidiano genovese, e le nostre vite si sarebbero potute incontrare prima.

Mi rendo conto che sono riflessioni un po’ irrazionali, come non razionale è il mio interesse per questa storia, che è particolare, visto che almeno una volta nella vita tutti abbiamo pensato di farlo, senza averlo neanche mai tentato, ma al contempo è una vicenda talmente umana da essere quasi banale.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

15 pensieri su “Nelle Terre Estreme

  1. Daiquirius in ha detto:

    a me il film non è piaciuto. e come da contratto, ne ho dette di cotte e di crude.
    però è vero che tutti pensano di farlo prima o poi. e io mi sento un po’ vigliacco, in fondo, per essere ancora qui.

  2. kutuzov in ha detto:

    fai venire voglia di leggere ‘sto libro, una volta tanto.
    il 28 Aprile 1992 ancora piangevo la morte del mio gattino Mikhail, mi avevano portato in UK per consolarmi, senza riuscirci piu’ di tanto. accidenti che brutti anni, avevo la depressione sulle spalle e la morte del gattino fu il colpo di grazia, fino al ’94 non mi ripresi e ci volle pure l’aiuto professionale.
    mi colpisce il fatto che anche tu pensi: “che facevo io quel giorno?” o “che faceva l’altro mentre io quel giorno…?” Pensavo di essere l’unica al mondo a riflettere su simili cazzat… cioe’ volevo dire PENSIERI PROFONDI.

  3. mudcrutch in ha detto:

    Daiquirius: benvenuto nel mio blog!
    Se non ti è piaciuto come il film è stato realizzato, ma la storia ti intriga, prova a leggere il libro, poi torna e dimmi cosa ne pensi.
    Non ho trovato dove hai parlato del film; non farti scrupolo di postarmi un link al tuo blog o di fare autopromozione dicendomi in che data lo hai postato.

    Abbiamo pensato tutti di farlo, ma se non lo abbiamo fatto forse è perché siamo meno incoscienti e meno egoisti di quanto lo era lui, quindi non abbiamo nessun motivo di sentirci vigliacchi.

    ktutuzov: effettivamente con tutte le cose che dobbiamo fare tra lavoro e lavori in casa, queste sono davvero cazzate, questo non toglie che le ho sempre pensate e che non potrò fare a meno di farlo anche in futuro.

  4. Secchin in ha detto:

    Ora mi hai messo la curiosità!
    Confesso che non bazzicando per cinema la recensione precedente non l’avevo letta (mea culpa) però dopo questo tuo post mi sono appassionato alla vicenda. Quando esce su emu.. cioè in dvd guardo il film.

    Le riflessioni che fai sull’intreccio tra le vostre differenti vite sono splendide e condivisibilissime, altro che irrazionali 🙂

  5. mudcrutch in ha detto:

    Non facendo un blog prettamente cinematografico, non so quanto queste recensioni siano lette in generale, comunque per me sono davvero un diario in cui amo scrivere le impressioni che mi hanno lasciato tutti i film che ho visto.

    Il film dovrebbe essere già in DVD, però è un film lungo e piuttosto triste, poco indicato per serate con pop corn, birra e amici.

  6. FrySimpson in ha detto:

    Se è lungo e triste forse è meglio guardarlo proprio con birra e amici, ché se lo guardo da solo mi deprimo troppo!

  7. mudcrutch in ha detto:

    Dissento parzialmente, perché quando il film lungo e triste mi sta piacendo molto, se ho vicino un amico ubriaco che fa casino e mangia i pop corn, imbelino dalla finestra lui, la birra e i pop corn in quest’ordine.

  8. maredidirac in ha detto:

    OT: tutte le informazioni per il binario 9 e 3/4 sul mio blog!
    ciao ciao

  9. ilgiocAttore in ha detto:

    gran bel film!
    voto: 8.
    da rivedere altre 15 volte.

  10. Blixxxa in ha detto:

    anche a me il film è piaciuto un sacco, quando l’ho visto al cinema. mi iha commossa, coinvolta, impressionata, tanto che a seguire ho fatto una lunga notte di incubi con persone scomparse, anche perché in quel periodo l’argomento era abbastanza attuale – seppur indirettamente – nella mia vita.
    sono d’accordo con te sul vederlo in tranquillità; in generale, comunque, il rumore di mani che frugano nei bicchieri di popcorn al cinema mi fa venir voglia di compiere una strage!

  11. mudcrutch in ha detto:

    ilgiocAttore: Benvenuto nel blog!
    Condivido il voto al film ovviamente, ma quando sono uscito dalla sala ho pensato: lo rivedrò, ma non subito, adesso vorrei rilassarmi un’attimo. 😉

    P.S.: carino il tuo avatar.

    blixxxa: fortunatamente non ho avuto incubi di quel genere, mi bastano le scadenze delle tasse. 😉
    Comunque è una storia che lascia il segno e guardare certi film al cinema è una specie di rito, in cui lo sgranocchiamento di pop corn è fastidioso. Per questo spesso preferisco i vecchi cinema monosala del centro, piuttosto che quei multisala il cui ingresso sembra un aeroporto.

  12. Blixxxa in ha detto:

    Convengo (sui multisala).
    E aggiungo: non sopporto neanche che eventuali amici con cui vado al cinema cerchino di parlarmi (o parlino tra loro) durante la proiezione, commentando scene del film. Lo so, sono un po’ nazi, ma non mi piace essere distolta dall’atmosfera delle vicende che scorrono sullo schermo

  13. mudcrutch in ha detto:

    Ho notato che nei multisala, i ggiovani si sentono più liberi di farsi gli affari loro, magiare, bere e fare casino. Nei vecchi monosala invece non ce ne sono molti e il pubblico è soprattutto formato da coppie.
    Non contando che nelle multisala a Genova il biglietto costa anche un euro in più dei cinema vecchio stile.

  14. tolmasters in ha detto:

    condivido totalmente il post e le sensazioni che il film (il libro lo acquisto nei prox giorni) trasmette.
    La vita di questo ragazzo coraggioso e sensibile mi ha colpito molto.
    Guardo la sua ultima foto davanti al “magic bus” e le sensazioni che mi trasmette il suo sguardo, il suo sorriso, la sua storia, sono indescrivibili.
    ciao

  15. mudcrutch in ha detto:

    tolmasters: intanto benvenuto nel blog. Le sensazioni che mi ha aggiunto la lettura sono quelle che descrivi riguardo alla foto, ovvero rendono una storia che si sa essere vera, ancora più reale e vicina a noi. Quindi la lettura del libro è caldamente consigliata.

    Questo ragazzo era sì coraggioso e sensibile, ma, come ha giustamente evidenziato anche Sean Penn, era incosciente ed egoista, quest’ultimo verso la famiglia soprattutto, ma anche verso gli amici che si era fatto lungo la strada. Questo non per sminuirlo, anzi, ma per descriverlo in modo corretto, senza farne un santino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: