You Don't Know How It Feels…To Be Me

DDR sind wir

La "DDR siamo noi", slogan che andava di moda nell’allora Repubblica Democratica Tedesca meglio conosciuta, soprattutto dagli amanti dello sport, come Germania Est. Quel piccolo stato, che oltre ad avere le solite sfighe che avevano tutti gli stati dell’est comunista, doveva confontarsi continuamente con i vicini tedesco occidentali, motivo per cui il controllo della polizia segreta, la famigerata Stasi, era più soffocante che altrove, soprattutto per prevenire il pericolo di fughe.
A me piace lo studio della storia, soprattutto se contemporanea, e la DDR è uno dei miei temi preferiti in assoluto, ho letto molti libri e visto film sull’argomento e anche sulla Trabant, la famosa utilitaria onnipresente in Germania Est, ho quattro libri, tutti rigorosamente in tedesco. Probabilmente, se dopo le superiori avessi potuto scegliere la facoltà senza pensare al futuro lavorativo, avrei scelto senz’altro storia contemporanea, magari con una tesi sulla DDR.

In una recente intervista lo scrittore Ingo Schulz, nato e vissuto nella defunta repubblica, ha detto: "si descrive sempre la DDR, come un posto dove c’erano membri e informatori della Stasi da una parte e oppositori del regime dall’altra. Invece la maggiorparte della popolazione stava nel mezzo e cercava di tirare a campare come poteva."  Questo mi ha fatto pensare all’italianissima maggioranza silenziosa di democristiana memoria, ma è la sua seconda affermazione che è da leggere con attenzione: "nella DDR non eravamo liberi di fare quasi niente, ma eravamo liberi dal denaro. Io ho iniziato a preoccuparmi dei soldi molti anni dopo la riunificazione, perché ai tempi c’era anche più libertà nella scelta della professione, visto che  gli stipendi erano circa tutti uguali."

Prima ho pensato che magari nella vecchia Germania Est, avrei potuto studiare Storia senza tante preoccupazioni, però in generale in tutto il libero occidente il denaro è sempre un pensiero, quando non diventa un incubo, per non parlare dei casi limite, tipo i liberissimi Stati Uniti d’America, dove non è impossibile morire di un tumore, perché l’assicurazione sanitaria privata, non reputa conveniente pagare certe cure o dove avere certi trattamenti sanitari piuttosto che altri, dipende dal conto in banca. Fortunatamente, per loro, almeno queste libertà negli stati comunisti non c’erano.

Quindi sarebbe bene che non sempre la storia la scrivessero i vincitori e prima di dare giudizi storici a casaccio si riflettesse bene, anche perché c’è chi ha più volte condannato con aria tronfia le dittature dell’est, fa ancora molta fatica a condannare il ventennio o addirittura le leggi razziali.

Segnalazione: per chi come me è interessato alla storia della DDR e abita a Genova e dintorni, fino al 29 marzo 2009, potrà visitare la mostra Dittatura di partito e vita quotidiana nella DDR, presso la Wolfsoniana, Via Serra Gropallo, 4 – 16167 Genova Nervi, tel: 0103231329

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6 pensieri su “DDR sind wir

  1. Dedee in ha detto:

    per quello che ho vissuto nella defunta URSS, liberi dal denaro lo erano in molti ma non tutti. Molti generi si potevano acquistare solo in dollari al mercato ufficiale o a quello nero. E non tutti erano liberi di studiare proprio quello che volevano, se studiavi medicina e nel tuo distretto c’era una carenza di oncologi, p. es., la tua voglia di fare il pediatra era dirottata dal piano quinquennale e verso l’oncologia, per la gloria del partito…
    In genere tutti vivevano con poco, poco denaro, poche cose, pochi pregiudizi, poche voglie, pochi problemi, poca superficialità.
    È vero che la storia (tutta) non dovrebbero scriverla i vincitori, ma sono gli unici che rimangono lì a scriverla, e per raggiungere un giudizio obiettivo c’è bisogno di generazioni e generazioni o di menti molto lucide e scevre da pregiudizi.

  2. kutuzov in ha detto:

    “c’è chi ha più volte condannato con aria tronfia le dittature dell’est, fa ancora molta fatica a condannare il ventennio o addirittura le leggi razziali.”

    scusa, ma a me pare esattamente il contrario.

  3. mudcrutch in ha detto:

    Dedee: nei paesi centro europei si stava un po’ meglio che nella grande madre Russia, ma bene non si stava. La DDR nel campo socialista era la migliore come reddito e la peggiore come libertà individuali.
    Pensa che chi nasce in certi sobborghi americani e vuol fare il pediatra, poi si ritrova a fare lo spacciatore per la gloria del partito(democratico o repubblicano che sia). Leggo di molte rockstar che dicono che se non fossero diventate famose sarebbero finite come i loro amici: o morti o in carcere.
    Poi che in generale si stia meglio nei paesi capitalisti non ci piove, ma un po’ di equità nei giudizi, vincitori o vinti, ci vorrebbe.

    kutuzov: a sinistra molti si dicono ancora comunisti, ma a parte Cossuta che si è ritirato definitivamente dalla politica, nessuno ha nostalgia delle dittature dell’est. Forse di Cuba, ma senz’altro non dell’URSS o della DDR.
    A destra La Russa nel 2008, parlava con orgoglio dei ragazzi di Salò e quando Fini parla del fascismo come male assoluto, molti nella base rumoreggiano, quando non si staccano del tutto per andare con Storace, che di nostalgia né ha molta ancora adesso.

  4. kutuzov in ha detto:

    non voglio entrare nel solito discorso destra/sinistra, però guarda che a me da bambina facevano cantare “O bella ciao” e nessuno teneva conto che in Italia non tutti i bambini erano nipoti di partigiani. per questo ora a volte noialtri non-nipoti di nonno Libero si gioisce della cacciata dei comunisti dal Parlamento, perché quello che hanno fatto i partigiani a mia nonna (che neanche era fascista) è stat una cosa atroce e a me facevano cantare “O bella ciao”.

  5. kutuzov in ha detto:

    e non parliamo di Pertini & co.
    scusa lo sfogo ma io so delle storie che forse i nipoti dei vincitori non sanno.
    uno zio di mio padre e il padre di mio zio furono deportati dai nazisti, quindi non ho sentito solo una campana, ti assicuro. solo che io le ho sentite tutte e due. dire che certi partigiani erano delle MERDE non vuol dire pensare bene dei nazisti. però ora posso dire che certi partigiani erano delle MERDE, qualche anno fa non si poteva.

  6. mudcrutch in ha detto:

    Dire che certi partigiani erano delle MERDE è un po’ come dire che certe cose nella DDR funzionavano meglio di come funzionano negli USA. Sono verità oggettive, suffragate da molte prove, che però non si potevano o non si possono dire. La verità storica è tale, se ricercata a 360°.

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