You Don't Know How It Feels…To Be Me

Discomusic

Discomusic discomusic,/ tu mi piaci così tanto perché/ fai ballare tutti quanti/ ed alle volte fai ballare anche me./ Coi pantaloni scampanati danzerò/ balletti degni del migliore John Travolta.
Disco music disco music,/tu sei molto coinvolgente, disco music./Io ti amo poi ti odio
poi ti amo poi ti odio e poi ti apprezzo,

A me invece la discomusic mi ha sempre fatto cagare, di tutte le epoche e di tutti i generi e sottogeneri. Tollero un minimo cose tipo Abba e Boney M, ma tutto il resto, soprattutto dagli anni ’80 in poi, lo apprezzo come il rumore di una segheria.
Se si aggiunge a questo che detesto ballare, perché oltre a non piacermi sono una delle persone più scoordinate del mondo, si capisce perché nelle mia vita sono entrato in discoteca circa una decina di volte.

Non che questa musica sia mai piaciuta alla maggioranza, anzi, ma in discoteca c’è sempre andata la maggioranza delle persone e come il cattolico praticante va sempre in chiesa a prescindere da chi è il parroco e di cosa predica, il discotecaro va sempre in discoteca a prescindere dalla musica che fanno. Poi, soprattutto i ragazzi, sono sempre andati in discoteca per scopi che si potrebbero definire sociali.

Non andarci era socialmente escludente, soprattutto alle medie quando ci si andava di pomeriggio, ma io me ne stavo con i miei amici fricchettoni, metallari e con quelli che si autodefinivano amanti della buona musica, ma ragazze non è che ce ne fossero tante. Anche negli ambienti di sinistra, tipo centri sociali, quella musica era detestata, perché vista come musica dei fighetti e della borghesia.

Con l’avvento dei rave a metà anni ’90 tutto è cambiato. Il grunge, musica che a me piaceva molto, è stato spazzato via e la discomusic sotto i nuovi nomi di trip-hop, techno, house, dance, big beat ha conquistato sia gli spazi alternativi, come centri sociali e circoli Arci, sia le persone alternative. La comparsa poi di gruppi tipo Moby, Prodigy e FatBoySlim ha fatto anche iniziare a vendere dischi ad un genere che non si comprava, ma si ascoltava soltanto in certi luoghi.
La cosa più sorprendente, era la conversione di quelle persone che, quando erano metallare avevano più ferro addosso dell’Italsider e per loro io non ero abbastanza metallaro, con il solo kiodo e le Adidas alte. Quando erano grunge erano più trasandati di un operaio edile in cantiere, ma io con solo la camicia di flanella a quadri e le All-Stars non ero abbastanza grunge. Persone che disprezzavano gli Iron Maiden perché troppo soft, passavano direttamente dal Death Metal alla techno e andavano a farsi i rave a Zurigo o a Berlino.

Volevo avvertirli: "ehi, vi stanno fregando, è la stessa merda che c’era in discoteca quando avevamo 15 anni! Il re è in mutande!" Ma tutti i miei tentativi erano vani.
C’ho anche provato ad ascoltarla, ma poi mi sono chiesto: se non ascoltavo sta schifezza da adolescente, quando magari andando in discoteca avrei potuto conoscere qualche ragazza in più, perché dovrei iniziare adesso che ho una vita sociale gratificante.

Ricordo un amico convertito che mi parlava con entusiasmo degli Underworld, riguardo ad un concerto in televisione a cui avevano partecipato, tra gli altri, anche i Marilyn Manson. Dopo avermi detto più volte quanto fossero stati grandi i primi, mi disse che aveva letto su internet che ad un certo punto del concerto Marilyn Manson avesse praticato un blow-job al suo chitarrista.

Io risposi: "Guarda, non mi ricordo il pompino di Marilyn Manson al suo chitarrista, ma mi ricordo bene quello che gli Underworld hanno fatto a me."

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13 pensieri su “Discomusic

  1. annadellaporta in ha detto:

    Uddio che ti hanno fatto?

    A parte le ultime tre righe confermo tutto quello che hai srcitto.
    Che ricordi!!!

    Ciao!

  2. leonardinha in ha detto:

    Nooo, la disco e la dance anni ’70-’80 è una rassicurante consolazione, considerati i tempi.

  3. spassky in ha detto:

    Si, però no, però non so. La discomusic faceva, fa e farà sempre cagare, e così la maggior parte della roba che passano nelle discoteche. Però anch’io apprezzo certi generi elettronici che non riesco a catalogare sotto la stessa etichetta “Quellaltrammerda”. Sarà perché in discoteca non la passano, che quando l’ho proposta a mia sorella, che allora era una che in discuteca ci andava a ballare uppipperuppippero, mi ha vomitato sulle scarpe dicendo che quella roba lì non si riesce a ballare. Ecco, forse è quella la differenza, i Chemical Brothers, per dirne uno, fanno della roba più complessa, qualcosa che un ardito esploratore di generi potrebbe arrischiarsi a definire musica senza essere preso a calci da qualche critico aqquattato in un angolo in attesa.
    Si sa che i critici lo fanno, di aqquattarsi e aspettare che uno spari la cazzata musicale..

  4. FrySimpson in ha detto:

    …unz, unz, unz…

    (e basso funky, se vogliamo)

    W i Pet Shop Boys!

  5. anonimo in ha detto:

    ma per lasciare un commento devo scrivere “PIRL”? Aspetta che mi loggo!

  6. pepasaera in ha detto:

    Per quelli un po’ più grandi di noi, la disco music è.. il LISSSIO dei CASADEI!! 🙂
    so di sessantenni che vanno a ballare di pomeriggio per lo stesso motivo per cui ci vanno i quindicenni, i trentenni..
    cambia il ritmo ma la musica è sempre la stessa: “ZUM-ZUM”.

  7. mudcrutch in ha detto:

    annadellaporta: se non li hai mai ascoltati, prova a sentire la lavatrice per una buona mezz’ora, così ti fai un idea di come sono gli Underworld. 😉
    Comunque la volgarità era per l’amico che mi stressava con questo gruppo.

  8. mudcrutch in ha detto:

    leonardinha: a me per esempio Abba e Boney M mi piacciono senz’altro di più che certe cose disco anche molto alternative dell’ultimo decennio. La disco degli anni ’80 invece ho iniziato a non sopportrla.

    Spassky: è proprio quella musica lì che è entrata nei centri sociali ma che per me non fa molta differenza con la musica da discoteca. Non ho mai sentito i Chemical Bothers, ma penso che Fatboyslim o i Prodigy non siano molto distanti. Per quanto mi riguarda i club molto alternativi di Londra o Berlino sono sempre discoteche, mi piace vedere sul palco della gente che canta per davvero e suona strumenti veri.
    Te lo dico da ex-metallaro che ascoltava gli Slayer, quella musica lì mi sembra solo casino. 😉

    anonimo:ehh!!??

    pepasaera: dopo il lissio ci sono state le balere, che facevano musica funky, ma c’erano dei gruppi veri sul palco che la suonavano. Poi si è passati ai dischi, poi quello sfigato che metteva i dischi è diventato il DJ, un genio da parte mia ancora incompreso.

  9. FrySimpson in ha detto:

    L’anonimo con tutta probabilità si riferiva al captcha che i non loggati devono superare per poter commentare.

    Le so… TUTTE!
    Ta-ra-ta-tatà…

  10. FrySimpson in ha detto:

    …e i Cappella & Controcappella? 😀

  11. anonimo in ha detto:

    A qualcuno questo link potrebbe interessare:

    Ishkur’s Guide to Electronic Music

    E ricorda: il Moog è la voce degli Dei!

  12. anonimo in ha detto:

    Sono nato facendo il dj in varie radio locali alla fine degli anni Settanta e passavo disco music funky e soul. Quelle cose sono state per me come amore al primo ascolto. Durante gli anni del liceo c’era chi sputtanava quelle cose dicendo che era musica demenziale ed inutile. Bisogna sottolineare il fatto che qui da noi giunse un’immagine distorta di quei generi considerati borghesi grazie a film come la febbre del sabato sera. In realtà la disco naque in ambienti di tutt’altro tipo oltreoceano frequentati perlopiù da gente di colore omosessuale e solamente in seguito grazie ad operazioni commerciali architettate ad hoc dall’industria discografica (leggi Donna Summer) ebbe quella popolarità a livello mondiale. Va sottolineato il fatto che se andiamo a cercare tra i credits di molti dischi del genere troviamo collaborazioni di tutto rispetto con artisti jazz, rock e via dicendo. Ciò che posso dire è che oggi come allora quel sound trasmette energia come pochi altri, alcuni disegni d’archi della disco music possono essere paragonati a quelli della musica classica e sinfonica e sono ben superiori a quei 4 accordi di chitarra da principiante che troviamo in alcuni brani di Fabrizio de Andrè x esempio(rispettabile solo x i testi), tanto osannato da quelli che molti anni prima odiavano la Disco. Riguardo alla figura del dj ne esistono di due tipi: il dj "artista e creativo" e il dj "juke box", ovvero colui che passa tutte le hit da classifica e secondo me non ha alcuna valenza artistica. Dalla metà degli anni 80 la Disco vide una sorta di rinascita grazie all’ house che x certi aspetti ricalca il percorso che fu della Disco. Nonostante siano passati tanti anni e il sound che propongo sia molto più vicino all’elettronica (techno, minimal, ambient) avrò sempre rispetto assoluto per quella che può considerarsi la madre di tutti i generi dance attualmente proposti nei clubs.

  13. mudcrutch in ha detto:

    Grazie per aver visitato il mio blog, premetto intanto che ho molto apprezzato il tono posato con cui hai commentato uno dei post più acidi che abbia mai scritto.
    Come ho già espresso in altri commenti, non mi dispiace certa musica Disco anni’70 e anche a soul e funky, benché non li segua molto, riconosco una loro dignità musicale, se non altro perché sono suonati con strumenti veri. Soprattutto in un certo funky l’abilità dei bassisti é sorprendente e il loro ruolo è importantissimo, senz’altro più che nella maggior parte della musica rock dove sono costretti a doppiare la chitarra ritmica. Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers, uno dei più talentuosi in assoluto, ha un background Funky.
    Il punto è che io non sopporto l’eletronica, con synth, campionatori, sequencer e benché sia d’accordo con te che gli arrangiamenti sono molto più complessi dei tre accordi di Battisti e De André, mi sembra musica plasticosa e monotona. Io quando parlo della musica che mi piace, dico "quando ascolto musica, voglio sentire l’odore di legno", ovvero voglio sentire il feeling che dà uno strumento vero, di legno stagionato, quindi ovviamente la musica elettronica non potrà mai darmi questo feeling.

    Il post comunque voleva essere una presa in giro a quelli che, finchè una musica è di massa la disprezzano, per poi seguirla e apprezzarla quando diventa troooppo alternativa. Perché alle tue orecchie di esperto c’è senz’altro molta differenza tra la disco che si ballava a fine ’80/inizio ’90 e i vari Prodigy, Underworld e compagnia bella, ma sono molto più simili tra di loro che non il country di Hank Williams o il metal degli Iron Maiden. Quindi, certe conversioni sulla via di Damasco, mi lasciano molto perplesso.

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