You Don't Know How It Feels…To Be Me

Piccoli e scuri, puzzano e rubano…

«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane.
Si costruiscono baracche nelle periferie.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10.

Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina;  spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Dicono che siano dediti al furto e se ostacolati, violenti.

Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro.
I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali.»

Dalla relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso degli Stati uniti sugli immigrati italiani
.
Ottobre 1919

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19 pensieri su “Piccoli e scuri, puzzano e rubano…

  1. FrySimpson in ha detto:

    [chiedo anticipatamente l’indulgenza della corte per la menosità del commento – nessun bipede ha mai avuto più urgenza di un … del sottoscritto]
    ———————————–

    Sarà vero?
    Se ne è occupato anche Attivissimo, e sembra che non sia uscita nessuna conferma attendibile.
    Anzi, mi pare che l’unica cosa che sia saltata fuori sia che «non esisteva un organo ufficiale chiamato “Inspectorate for Immigration” nel 1912, ma i funzionari locali del servizio d’immigrazione erano chiamati “Inspector”. Ma anche interpellando un esperto non emerge traccia della citazione.»

    Che poi questo scritto riassuma il sentimento dell’opinione pubblica statunitense nei confronti degli italiani è probabilmente vero.

    Però la citazione di un blog che ne cita un altro il quale a sua volta cita un articolo su un giornale distribuito gratuitamente in metropolitana, senza che si riesca a risalire a una fonte istituzionale…

    …fa un po’ mi ha detto mio cugggino.

    Nessuno che nella catena di citazioni abbia pubblicato un reference preciso (ma nemmeno il titolo in originale)… mi puzza un po’.

    Se io scrivo su Wikipedia in Italia è vietata la fecondazione eterologa dalla legge sulla fecondazione assistita del 2004 mi becco un “Citazione Necessaria” finché qualche anima pia non si prende la briga di precisare che è la legge 40 del 19 febbraio 2004 (e magari ci mette anche un reference a una fonte ufficiale).

  2. marchesadesade in ha detto:

    però in genere la realtà supera l’immaginazione e sembra improbabile che ci si debba inventare una cosa del genere. Non mancano certo prove storiche di tutto il male di cui l’uomo è capace.

  3. mudcrutch in ha detto:

    L’ho tratto da “A” rivista anarchica, n.346 Luglio-Agosto 2009. Di solito le loro fonti, soprattutto se storiche, sono attendibili, quindi se hanno preso una cantonata loro, l’ho presa anche io.
    Non ho mai avuto l’mpressione che fosse un fake e non vedrei la ragione per fabbricarne uno apposta, comunque prove non ne ho.

    «non esisteva un organo ufficiale chiamato “Inspectorate for Immigration” nel 1912, ma i funzionari locali del servizio d’immigrazione erano chiamati “Inspector”

    Infatti ho scritto Ottobre 1919, pignoleria per pignoleria…:-)

  4. FrySimpson in ha detto:

    Sì, ma se guardi sul sito di Attivissimo vedi che ne circola una versione datata 1912.

    Le ragioni per fabbricare una bufala sono sostanzialmente le stesse per ogni bufala. Da una parte creare “prove” a sostegno di una tesi che si sente propria emotivamente e a cui si vuole inconsciamente attribuire valenza oggettiva, dall’altra dover scrivere un articolo “gustoso” in poco tempo e senza sbattersi troppo, prassi che sono entrambe piuttosto diffuse fra i giornalisti e i blogger.

    Questo non per insistere che questa sia una bufala, cosa di cui non sono sicuro, ma per dire che le bufale tendono a nascere “anche se non ce ne fosse bisogno”.
    Anzi, il decidere se ci sia bisogno o meno di creare una prova fasulla (perché tanto ce ne sono già talmente tante di autentiche) è anche questo un processo abbastanza emotivo e di parte.

    Che bisogno c’era di inventarsi la notizia della suora fermata a 180km/h perché era preoccupata per la salute del Papa?
    Eppure sembra proprio che sia una bufala.
    Almeno stando a quel che dice l’autorevole Secolo XIX ;D

    Così, a naso, dando solo retta al mio intuito e alla mia emotività (quindi basandomi su nulla di concreto), ho l’impressione che sia una cosa “fiorita” passando di bocca in bocca e/o di tastiera in tastiera.

    Ciò, ovviamente, non toglie che gli immigrati italiani negli USA fossero realmente all’inizio del secolo visti più o meno come gli immigrati albanesi in Italia a cavallo fra il 1900 e il 2000. Ci sono articoli di giornale al riguardo.

    Ma un conto è attribuire uno scritto di quel tenore a un giornale, un conto è attribuirlo a un organo dello Stato. Capisci che la tentazione di farci il manico istituzionalizzando ad arte la fonte è forte…
    Aggiungici che chi lo fa agisce mosso dal nobile intento di combattere il pregiudizio… capisci che il se posso convincere anche un solo razzista a non esserlo più… cosa vuoi che sia cambiare “indagine giornalistica” con “indagine governativa”? può essere un movente molto plausibile.

  5. PanChin in ha detto:

    Ma bufala o vero che sia poco importa.
    Il significato resta immutato, che noi abbiamo subito quello che stiamo facendo subire penso sia innegabile.
    Ho in testa tra le tante quello che venne chiamato il massacro di AIgues Mortes dove i francesi uccisero 9 italiani..ho trovato la cronaca in francese tradotta pensate un poco dal SECOLO XIX del 22-23 Agosto 1893.
    Esiste sulla questione anche un libro di Enzo Barnabà “Morte agli Italiani!Il massacro di Aigues-Mortes, 1893”, dove l’autore esprime un concetto assolutamente condivisibile, leggete qui di seguito :
    “Piccoli pogrom avvengono tutti i giorni nell’Italia di oggi. Se si leggono i giornali boulangisti francesi di 120 anni fa e quelli leghisti di oggi, si ritroveranno le stesse parole, gli stessi argomenti: è davvero sorprendente. La paura e il disprezzo del diverso non possono che alimentare, oggi come ieri, sadismo e violenza. Agli storici è ben noto come, nei periodi connotati dalla recessione, la xenofobia esca dallo stato di latenza. Oggi, il quadro economico alimenta la guerra tra i poveri e anche quel meccanismo psicologico che spinge a vedere nell’immigrato il piedistallo su cui montare per cercare di sfuggire all’emarginazione. Il quadro politico, poi, non è dei migliori: basta dare uno sguardo a quanto Stella dice di Berlusconi e del suo governo nella prefazione al saggio. ”
    Ipse dixit…quoto in pieno

  6. mudcrutch in ha detto:

    Andando un po’ fuori tema ma non troppo mi viene in mente una barzelletta becera che andava di moda negli anni ’80.
    “Sai perché gli americani hanno i neri e noi i meridionali?
    Perché loro hanno scelto per primi.”

    Questo dimostra che i cossidetti neri, gli unici immigrati visto che il Muro era ancora su e non si parlava ancora di slavi o albanesi, erano i “marocchini”, che vendevano sulle spiagge e che erano visti come un fenomeno di colore, che tutti si vantavano di aver fregato negli infiniti mercanteggiamenti. Non erano certo un problema di sicurezza.
    Il razzismo e tutti i luoghi comuni contenuti nel mio post, li riservavamo per quelli che abitavano da Roma in giù.

    Con l’aumento dell’immigrazione e le varie crisi, siamo diventati un po’ più come gli americani.

  7. Dedee in ha detto:

    ricordo che una decina di anni fa un immigrato italiano fu scagionato dalla terribile accusa di aver abusato della propria figlia perchè, in quanto di origini siciliane, tale comportamento era ritenuto endemico e moralmente accettabile nella sua cultura…
    E per dire di razzismo, si parte con i neri, si arriva ai nord-africani, ci si allarga su sicilia e sardegna, si sale fino alla linea gotica, poi si iniziano ad escludere gli spezzini e i savonesi… alla fine si rimane in quattro gatti mugugnoni a prendersela con quelli di Sampedenn-a…

  8. pepasaera in ha detto:

    solitamente, non c’è peggior razzista di chi l’ha subito..

  9. nevernevermore in ha detto:

    Italiani del Nord o del Sud?

  10. mudcrutch in ha detto:

    nevernevermore: non ha importanza, è il bisogno o la miseria che porta a certi comportamenti. I primi migranti italiani sono stati i veneti, quando non esisteva ancora il “Nordest” e lo sci non era un passatempo, si trasferivano in massa verso le città del cosiddetto Triangolo Industriale. I genovesi sono emigrati in massa, ma soprattutto in sudamerica.
    Gli stessi Sacco e Vanzetti, uno era pugliese e l’altro piemontese.
    I comportamenti di cui sopra sono dovuti alla necessità: se si vive in una baracca senza doccia è difficile lavarsi, se gli affitti sono altissimi si cerca di abitare in tanti, in poche stanze.

    Quella di abitare in 10 in una stanza uso cucina si diceva che succedesse anche a Torino negli anni ’70 con i calabresi, i miei quando cercavano casa là erano stati aiutati dalla cantilena ligure nella voce, perché solo il fatto di essere del sud chiudeva tutte le porte. Poi i calabresi hanno iniziato ad integrarsi e a vivere una famiglia(padre,madre e figli) per appartamento come tutti.

    • Nadia.Silvestri in ha detto:

      Questa è la tua esperienza evidentemente. Io ho vicini sudamericani sopra di me e sono fantastici, di sotto abita una famiglia dall’europa dell’est e quelli sono DAVVERO una punizione. Mi è successo anche con una famiglia italiana, i condomini si trovavano costretti a chiamare la polizia un giorno si anche l’altro perchè si comportavano come se vivessero da soli nella giungla. Nonostante questo non mi metto nella posizione di dare giudizi generalizzati tanto per dare aria alla bocca. Poi è divertente vedere come concludi con questa verità scientifica sulla provenienza delle persone. Sono laureata in biotecnologie, mi sento di dire che le scienze le ho studiate e se permetti nessuno ha mai detto che a seconda del luogo di provenienza ci sono comporti in un certo modo. Se proprio montesquie (se la memoria non mi inganna) aveva detto esplicitamente che gli stati a nord erano piu inclini al lavoro e meritavano la democrazie, quelli del sud invece la dittatuta. Se pensiamo alla posizione dell’Italia rispetto alla francia, partia di questo pensatore illustre, dovresti essere sotto regime dittatoriale. Informati prima di scrivere cose a vanvera sul web.

  11. nevernevermore in ha detto:

    a me piace anche considerare la genetica. perché gli immigrati polacchi sono fantastici vicini di casa e i sudamericani sono una punizione? parlando in generale, riferendomi al 90% dei casi esaminati.

  12. mudcrutch in ha detto:

    Non parlerei di genetica, anche perché la parola mi fa rabbrividire pensando a certe situazioni del passato, ma parlerei di modi di vivere e di ambiente in cui si cresce. Non è giusto per definizione il comportamento dei sudamericani o dei polacchi, probabilmente il comportamento dei secondi è più simile al tuo. I sudamericani invece potrebbero pensare che tu sei una pessima vicina perché non organizzi ogni sera feste con quaranta amici nelle quali vi ubriacate fino all’alba. Un napoletano probabilmente ci si troverebbe meglio di quanto ti ci trovi te.

    Io per esempio degli ecuadoriani non sopporto l’assenza di puntualità, me ne sono reso conto quando ho fatto il trasloco e regalavo loro i mobili in più, a patto che se li venissero a prendere. Se si prende un appuntamento per le 15, si è fortunati se arrivano per le 18, ovviamente senza chiedere scusa, e a un mio ex collega è capitato che non siano proprio arrivati. Non è genetica, è che crescendo in un ambiente in cui tutti fanno così, poi ci si adegua.

  13. nevernevermore in ha detto:

    quando hai tempo e voglia, potresti leggere “Il Gene Egoista” di Richard Dawkins, è molto interessante.

  14. kutuzov in ha detto:

    se non fosse stato per il Nazismo, gli studi di genetica sarebbero più avanzati. purtroppo tutti hanno paura di essere bollati come nazisti solo per avere delle opinioni deterministiche.

  15. mudcrutch in ha detto:

    Sarà stato il nazismo, ma a me gli studi sulla genetica fanno un po’ rabbrividire anche quando si parla di soja o di pomodori, figurati per gli esseri umani. Li posso concepire giusto se finalizzati a combattere malattie gravi.

  16. nevernevermore in ha detto:

    fortunatamente non sei un ricercatore, se no staremmo freschi! mi piace la tua apertura mentale…

  17. nevernevermore in ha detto:

    avendo finito di leggere "Il Gene Egoista" e avendo qualche dubbio e una mente aperta, sto leggendo la critica socialista al suddetto libro ("Not in Our Genes") e le mie opinioni dul determinismo biologico stanno cambiando. Ma la via alla verità non è quella di non fare esperimenti, quello era nel Medioevo.

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