You Don't Know How It Feels…To Be Me

Rien Ne Va Plus

Qualche giorno fa mi sono stupito nel ritrovarmi totalmente d’accordo con la Chiesa Cattolica, o almeno con il presidente della CEI nonché vescovo della mia città, nel condannare senza se e senza ma tutti questi nuovi locali di slot machines che stanno velocemente aprendo nelle nostre città.

Negli ultimi anni, si era fatta tanta retorica sul perché e sul percome fosse sbagliato aprire nuovi casinò comunali: il progetto era di aprirne almeno uno per regione nelle località turistiche, gestiti dalle istituzioni, che quindi si prendevano tutto il guadagno. Ora invece nel giro di meno di di due anni si è lasciato spazio ai privati di aprire tutto e il contrario di tutto e anche io, d’accordo con il mio porporato concittadino, vedo come il fumo negli occhi questa possibilità di giocare, oltre che nelle sale slot, anche in molti bar e tabaccherie.

Io, in quanto libertario, in verità dovrei pensare che se una persona è maggiorenne e dichiarata in grado di intendere e volere, dovrebbe avere la libertà di poter spendere i suoi soldi come più lo aggrada, perché ognuno deve essere in grado di controllare le proprie pulsioni e “giocare responsabilmente“. Ma che le persone sopra i 18 anni, non dichiarate malate di mente, sappiano ragionare con la propria testa è un concetto utopico quasi come l’Anarchia. Se così fosse per esempio non avremmo avuto per così tanti anni Berlusconi e la Lega al governo.

Altra cosa che poi mi dà fastidio è che nella mia città la concentrazione più alta delle sale slot è nel ponente, ovvero nei quartieri tradizionalemente operai e adesso anche zona di immigrati. Sommando al fatto che si è osservato che la frequenza di gioco è inversamente proporzionale alla scolarità, ne esce che chi giocherà con più frequenza sarà chi ha già difficoltà a “tirare la fine del mese“. Non contando che questi luoghi, in breve tempo, attirano come le mosche un giro di strozzini gestito dalla malavita, per affossare definitivamente quelli che ancora potrebbero uscirne quando hanno finito lo stipendio.

Secondo me poi non regge il discorso che in caso di proibizionismo ci sarebbero come alternativa i siti internet stranieri e le bische clandestine. Molte persone che ora si rovinano la vita, non sanno neanche accendere un computer e in una bisca, con il timore di fare brutti incontri, non ci sarebbero mai entrati, ma dal tabaccaio accanto al fornaio e al Carrefour Express, si sentono molto più a loro agio.

Comunque, in conclusione, libertario sta funcia, se io fossi Capo del Mondo questi posti dove si può giocare li chiuderei tutti e al loro posto metterei negozi di strumenti musicali specializzati in banjo e locali dove si suona solo musica Bluegrass. Anche se fossero sempre vuoti avrei fatto del bene a molte persone.

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4 pensieri su “Rien Ne Va Plus

  1. Se ci accordiamo per lasciare un 80% al bluegrass e il restante 20 a circoli in cui puoi andare a leggere fumetti e giocare a bizzarri giochi da tavolo hai il mio appoggio incondizionato.

  2. Il mio no, perché perderei il lavoro. Ma in fin dei conti potrebbe essere anche un bene.
    Io non ho ancora capito che diavolo sia questa musica bluegrass, ma forse preferisco non saperlo

  3. bé, è chiaro che le slot stiano nei quartieri più popolari. i ricchi sanno escogitare modi molto più chic per sputtanarsi i soldi al gioco. non hanno bisogno di rincoglionirsi per ore al primo bar rostkafé, all’angolo di casa.

    da piccolo ho sempre avuto una percezione del gioco d’azzardo come una faccenda affascinante, per quanto non ne abbia mai subito il richiamo: gentiluomini distinti in giacca da sera giocano con abilità in palazzoni inizio secolo. un po’ alla james bond, ma più ottocentesco.

    mantre spesso, da quello che capisco, la situazione attuale prende gli aspetti più tristi del “gioco” mordi e fuggi tipo las vegas, ma senza tutte le belle luci colorate. alla fine, se lo riduci alla pura essenza, spesso ti rimane il disoccupato che gioca alla slot nel bar rostkafé sotto casa.

  4. @grugef: per me si può fare anche 50-50, oppure 33-33-33 riservando uno spazio ai restanti frequentatori di questo blog, in cui possano disquisire tutta la sera di profondità di campo e di tempi di esposizione.

    @Zuccanella: forse non ricordo bene il tuo lavoro, ma io sono sempre stato favorevole all’apertura di nuovi casinò comunali, uno per ogni città media e grande. Mi fanno incazzare queste sale slot gestite dai privati e le macchinette in bar e tabaccai .
    Però in Italia già che non siamo mai capaci di prendere il toro per le corna, troviamo sempre soluzioni che per non scontentare nessuno, danneggiano tutti a arricchiscono i soliti. Infatti sono i prefetti che hanno rilasciato i permessi, nel silenzio assordante della politica.
    Riguardo al bluegrass, tranquilla, penso che tu possa vivere benissimo senza conoscerlo.

    @hardla: conosco due persone che abitano nell’estremo ponente ligure, ma lavorano in Francia (ma chi saranno mai?), che mi dicono che il Casinò che ti affascinava, se non è morto è agonizzante e anche nei Casinò veri e propri il reparto macchinette ha sempre più spazio ed è una fetta sempre più importante degli introiti. Oppure leggevo che a Sanremo sono scomparsi i DucaConte alla Fantozzi e ci sono sempre più badanti sudamericane che giocano alle slot.
    Però se ci fosse un solo casinò le persone vanno lì apposta per giocare, con un po’ più di convinzione in quello che stanno facendo e non si sputtanano i soldi durante l’aperitivo o la mattina in cui sono usciti a far la spesa.

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