You Don't Know How It Feels…To Be Me

Il Finto Intellettuale

Partendo da questo divertente articolo, rifletto su quanto io sia un vero “finto intellettuale”.

10 – Moleskine
L’ho sempre desiderato in quanto lettore storico soprattutto di Chatwin, così me lo hanno regalato. Avevo l’idea di scriverci qualcosa di poetico, qualcosa che poi i posteri potessero citare, o almeno qualcosa che valesse la pena di essere scritto su di un taccuino con così tanto fascino…e alla fine non ci ho mai scritto niente.
Potrei riprenderlo adesso per appuntarci le idee per i post, quando non sono davanti al pc di casa. Meglio scriverci due cazzate, che lasciarlo così desolatamente bianco.

9 – Il giornale infilato nella tasca posteriore
Magari non nella tasca posteriore, però che soddisfazione leggere “il manifesto” nell’aula gradinata all’università. Solo la prima pagina per ore, in modo che tutti potessero vedere bene la testata. Concordo con l’articolo, che adesso è “Il Fatto Quotidiano” il nuovo giornale del finto intellettuale.

8 – Le Clarks
Ne ho avuto un paio non di marca, me per me costano troppo e c’è un limite anche al finto intellettualismo.

7 – Il Vinile
Quando non c’era ancora il CD, o non aveva preso del tutto piede, lo odiavo: nel mio perfezionismo quei fruscii e scoppiettii ma facevano venire i nervi. Negli ultimi tempi l’ho riscoperto, però solo per ascoltare i miei vecchi LP perché, anche se sono tornati in massa nei negozi, non ne prendo di nuovi, Comprare la riedizione in vinile di qualche classico anni ’70 mi stuzzicherebbe, ma c’è un limite anche al masochismo.

6 – Il tabacco
Non pervenuto, non ho mai fumato.

5 – Le toppe ovali sui gomiti della giacca
Mai avute, ma mi sono sempre piaciute, proprio per quell’aria da intellettuale di sinistra. Ora non fequentando più centri sociali o sedi anarchiche, ma banali uffici aziendali, non mi servirebbero a molto.

4 – La bicicletta
La adoro e la userei tutti i giorni per andare ovunque. Se non fosse che è meno rischioso fare il Bungee Jump senza elastico, che andare in bici per le strade di Genova, probabilmente non mi sarei mai comprato una moto.

3 – Il Mac
Mai avuto, ma perché sono troppo oltre, visto che a casa ho un normale Acer su cui uso solo Linux e me ne bullo ogni volta che se ne presenta l’occasione.

2 – Il libro (giusto)
Anche qui sono oltre l’autore che fa intellettuale, ma che tutti conoscono di nome, perché leggo autori che non conosce nessuno. Anzi, tendo ad essere un po’ prevenuto verso i vari Hemingway, Bukowski, Burroughs, Kerouac.

1 – La Reflex
In casa ne è arrivata una di recente, ma, anche se formalmente appartiene alla famiglia, direi che non è proprio mia. La fotografia, quella seria che non si limita alle vacanze, è un hobby che mi piacerebbe sviluppare, ma non ho mai avuto lo slancio decisivo per mettermici seriamente.

Da buon finto intellettuale trovo inoltre che in questo elenco manchi qualcosa:

La chitarra elettrica: o uno strumento musicale del tipo, che permette di fare quelle belle disquisizioni tra finti musicisti e nel contempo disprezzare tutti quelli che ascoltano cose che non contengono un assolo di mezz’ora, fatto con le scale pentatoniche.

La Vespa: rigorosamente PX e con le marce. L’ho reputata un mito finchè ero solo una automobilista. Adesso la considero un trabiccolo malefico e mi terrorizza anche  solo l’idea di salirci sopra. Voleta mettere la soldità di una moto 650 di cilindrata, quadricilindrica e…gongolament, gongolament…

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11 pensieri su “Il Finto Intellettuale

  1. Secondo me il vero finto intellettuale suona il banjo…

  2. 10 – Moleskine – Cèlo, ne ho comprate un paio nel corso degli anni e non le ho mai praticamente usate, ora le uso principalmente per prendere appunti quando vado da un cliente per un sito, per non fare la figura del barbone.

    9 – Giornale – Manca. Non so leggere. Ma se lo sapessi fare il fatto quotidiano lo leggerei su internet.

    8 – Clarks – Quasi célo. Mai avute, ho sempre preferito le scarpe da ginnastica, ma la mia dolce metà mi ha regalato delle simil-clarks proprio per natale, per avere delle scarpe meno da ragazzino.

    7 – Vinile. Manca. Il vinile ce l’avevo quando si ascoltava il vinile. Ora MP3.

    6 – Tabacco. Quasi célo. Quando fumavo ho attraversato anche la fase tabacco, ma non per posa: speravo che dovermi costruire ogni singola sigaretta mi avrebbe rallentato nel vizio. Speranza vana.

    5 – Toppe. Manca. Mai avute. Forse in qualche maglione delle elementari. Ma erano glia nni ’70 e non li compravo io i miei vestiti.

    4 – Bici. Quasi célo. Ho sempre adorato la bicicletta e dalla più tenera infanzia fino ai 20 anni inoltrati ne ho posseduta sempre almeno una. Nonostante Genova sia impossibile da biciclettare. A Torino sono uno dei primi orgogliosi possessori della tessera del bike sharing, non possiedo una mia bici, ma prima o poi capiterà, mi sa.

    3 – Mac. Manca. Ho l’iPhone, ma sul Mac ho delle resistenze, tutte le volte che ci ho lavorato non mi ci sono trovato mai bene. Carino l’OS, ma ha molta meno scelta di software.

    2 – Libri – Célo. Sono colpevole d’aver apprezzato Hemingway e adorato Bukowski. Sparatemi.

    1 – Reflex – Quasi manca. Nel senso che célo, ma ormai non la uso quasi più. Sono oltre. Anzi, devo dire che l’articolo qui ha preso una cantonata. Le reflex ormai le hanno tutti per le foto delle vacanze, il vero finto intellettuale deve avere una Polaroid (célo, ben due) o una Lomo (vecchia o nuova).

    Sulle tue due proposte, la chitarra elettrica manca. Vespa quasi célo, l’ho venduta da poco, ma per una sacco di tempo l’ho adorata.

    Comunque mi piazzo piuttosto bene!

  3. Uh che bello, una catena come quelle di facebook ma in un posto dove non se la caga nessuno! Questo si che è troppo intellettuale, lo faccio anch’io! Dunque..

    10 – La Moleskine: ce l’avevo, quando ho letto Sepulveda che citava Chatwin e poi Chatwin stesso che non citava Sepulveda e peccato perché magari mi sarei pure divertito e invece così mi sono fatto le due balle; poi era pure comoda e me la portavo sempre dietro per scriverci i pensierini, che solo a volte diventavano racconti. Le conservo tutte e le consulto quando ho bisogno di ricordarmi cose utili, tipo da quanto tempo sto con la mia fidanzata e quand’è il nostro anniversario. Però non le compro più, ormai scrivo perlopiù sul portatile, e quando vado in giro mi porto dietro un quadernino identico alla moleskine che però costa solo cinque euri. Sono sicuro che i grandi scrittori apprezzerebbero la mia scelta.

    9 – Il giornale infilato dietro: no, non mi ci sta, non lo compro mai e quando voglio consultare le notizie vado su internet col cellulare. Però è vero, il Giornale andrebbe sempre infilato dietro a chi lo legge, bene in profondità.

    8 – Le Clarks: Ne ho un paio simili, ma le metto poco. Forse da bambino ne ho avute di autentiche, ma considerato che i miei genitori hanno tentato di vendermi agli zingari un paio di volte non credo fossero disposti a spendere grosse cifre per vestirmi, probabilmente erano imitazioni anche quelle.

    7 – Il vinile: Bah, per me a questo punto è anticonformista anche il cidi, ormai viaggio solo su mp3, in casa non ho neanche più lo stereo. Era una necessità ai tempi, ci sono affezionato per quel carico di ricordi che si porta dietro, ma lo lascio volentieri dove sta, grazie.

    6 – Il tabacco: eh qui mi perdo, ho fumato mezza sigaretta di Andrea una serataccia alle Cappe e ho tirato qualche boccata dal sigaro di Matteo per provare l’abbinata al whisky torbato, ma non vale. Finché non diventa finto intellettuale succhiare il ciupaciupa credo di essere fuori.

    5 – Le toppe: niente, giusto da bambino perché avevo i gomiti sdruciti. I miei, il maglione non lo portavo per la stessa ragione delle clark. Ero sempre raffreddato e forse per quello gli zingari non hanno mai accettato di portarmi via.

    4 – La bici: vabbè, ma ti pare che a Ronco uno non ha la bici? Non siamo mica come voi cittadini, qui si va tutti sui pedali, e quando comincia il Giro D’Italia tiriamo fuori anche il cappellino, alè!

    3 – Il Mac: ma i finti intellettuali poveri non esistono?

    2 – I libri: della lista citata dal sito e da voi ci trovo solo Hemingway e uno o due di Bukowski, però li scrivo, che fa molto più finto intellettuale. Tsk tsk.

    1 – La reflex: sono d’accordo col dottor Hardla, la reflex fa finto intellettuale come il tablet, la vedi in mano a chiunque, anche se la differenza con la macchinetta la fa ancora è uno stacco destinato a venire assorbito entro breve. Io su questo punto sono come te, ce n’è una in casa, ma continuo a usare la mia, e ultimamente neanche quella, scatto direttamente col telefono e butto sul fototumblr.

    A proposito, è tumblr che fa finto intellettuale. O vero? In effetti non se lo caga nessuno, come le cose di nicchia, ma in quel caso dove starebbe il finto intellettuale? Su twitter? Nah, quella è la versione minimalista di facebook. Non sono pratico di socialnetworx, ma una cosa l’ho capita, tumblr è il social network per asociali.

    Ah, cacchio, gli strumenti musicali e la Vespa! Ho entrambi, ma uso solo la seconda e ancora peer poco. La vuole nessuno?

    • Effetivamente ho trovato questo articolo citato su facebook, però non non ho intenzione di far sapere i fatti miei a troppa gente e sono ben contento che non se lo caghi nessuno o in pochi; poi su FB non c’è lo spazio sufficiente per me per scrivere e per voi per commentare.

      Riguardo allo strumento, cosa hai una chitarra classica o elettrica?
      Perché nel secondo caso cambia molto, nel senso che puoi parlare per ore di bending, hammer-on, pull-off, slide, pentatoniche, scale blues. Anche con il basso puoi parlare di slappate, pullate, fretless, mentre con la chitarra classica/acustica più che “le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi…” di cosa ti bulli?

      • Veramente ho un sax tenore, ma sono anni che sta sull’armadio, non ho il coraggio di riprendere da dove l’ho lasciato perché dovrei partire da zero.

  4. Comunque gli intellettuali veri scrivono qui senza accento.

    • Ogni tanto mi scappa, ma l’ho corretto dopo la tua segnalazione. Comunque sono gli intelletuali veri che lo scrivono senza accento, io da buon “finto intellettuale” posso.

  5. cazzo, quest’articolo mi sgama di brutto…. allora:
    10 – Moleskine – Non pervenute, non so cosa siano.

    9 – Giornale – Ho sempre adorato leggere il giornale, quello di carta, quello che ti sporca le dita di piombo cancerogeno. Ora sono abbonato a “The Age” (non ci sono quotidiani alternativi in Australia) che comunque è più labour che conservatore.

    8 – Clarks – Le avevo da bambino. Mi sono sempre piaciute, le avrei ri-acquistate più volte, se non fosse che no ci sto comodo.

    7 – Vinile – Ho ancora molti vinili e il giradischi, ma dal trasloco sono finiti nel sottoscala… comunque non demordo.

    6 – Tabacco – l’ho avuto, ma odiavo rollare, quindi avevo una macchinetta che faceva le sigarette. Una scelta più di gusto che di stile.

    5 – Toppe – adoro la giacca da prof universitario di velluto a coste larghe con le toppe che comprai anni fa a S.Francisco.

    4 – Bici – ci sono andato per anni, nel traffico genovese, sulle salite, sudando come un cane. Paradossalmente, da quando mi sono transferito in pianura ha perso il suo appeal, e ora, con la schiena che mi tortura, la uso veramente poco.

    3 – Mac – un desktop, un laptop, iPad e iPhone… devo aggiungere altro.

    2 – Libri – non-colpevole di aver letto le più grandi boiate della moda del momento, ma comunque sono spesso andato in giro con un libro in tasca, non per darmi un tono, ma perchè quando entro in un “trip” non riesco a fermarmi di leggere.

    1 – Reflex – Ho usato la mia Zenit reflex di fabbricazione Sovietica qualche mese fa. Ergastolo.

    alla chitarra elettrica sostituirei quella acustica, concordo con il banjo.
    aggiungerei alla lista il figlio adottato a distanza in Brasile e la lampada da tavolino ad energia solare.

  6. Zuccannella in ha detto:

    Manca il dolcevita, sotto la giacca con le toppe, che oltre finto intellettuale fa pure un po’ esistenzialista.
    E gli occhiali con la montatura nera, che secondo me son tornati per bene in auge.

    Per il resto, sono molto orgogliona di non avere alcun segno distintivo tra quelli citati, tranne la reflex (bellissima la pagina su Fb “La ragazza cool che si compra una Reflex per fotografare posaceneri”!). Però, forse perché questo elenco è più maschile.
    Vedrò di buttar giù quello femminile

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